Sabato 4 febbraio 2023
Sala Thierry Salmon dell’Arena del Sole
ore 11.30


LE ARTI DI FRONTIERA
La cultura hip hop nella regione più avanguardista d’Italia

Fabiola Naldi
Professoressa di Fenomenologia dell’arte contemporanea, critica d’arte e curatrice, giornalista Flash Art

La strada come metafora di una forza creativa che ha sempre voluto coinvolgere la musica, la danza e la pittura murale (graffiti writing e street art). Un territorio fondamentale per l’evoluzione degli stili urbani. In anticipo su molte nazioni europee, l’Emilia Romagna ha saputo cogliere i nuovi saperi provenienti dagli Stati Uniti d’America, rendendo il proprio territorio il centro di un nuovo modo di esprimersi.
Le strade sono quindi diventate il nuovo museo e il nuovo teatro all’aperto nel quale liberamente incontrare energia creativa, espressività antagonista e avanguardia culturale. Sono le arti di una nuova Frontiera che riconosce al nostro territorio un primato di stili, suoni, segni e corpi in movimento.

TESTIMONIAL

Fabrizio Corona dirty T e Erik Galloni bboy epiks
Style Matters crew

Entrambi ballerini professionisti e insegnati di breakdance. dirty T ha iniziato il suo percorso formativo nel breaking nel 2008/2009 a Cagliari con Claudio Cogoni, bboy yaio, uno dei pilastri del breaking italiano. Ha partecipato a numerose competizioni in Europa e in U.S.A. Epiks Inizia come autodidatta nel 2006, ha preso parte a numerose esibizioni e performance amatoriali, regionali e nazionali. Nel 2021 sono tra i fondatori della crew Style Matters che si compone di 5 bboy/breakdancers residenti in Emilia Romagna. Il collettivo lascia fin da subito il segno nel panorama hiphop italiano e europeo.

Simone Panzera Aka Shorty

Si avvicina al mondo del Poppin nel 2009 iniziando a studiare con Kris e Swan. Attualmente fa parte delle crew italiane più rinomate nella Street Dance: Klandeskillz, Gangstaboogaloos Mnai’s Boomboxsquad. Nel 2012 e nel 2013 vince le selezioni italiane del Juste Debout aggiudicandosi la partecipazione alla finale mondiale a Parigi dove si posiziona insieme al compagno Sasà (Gangstaboogaloos) in semifinale. Nel 2017 hanno di nuovo raggiunto le semifinali e nel 2018 si sono aggiudicati i quarti di finale.

Riccardo “Draw” Raviola

Figlio del maestro del fumetto Magnus, già negli anni del liceo si appassiona al disegno, alla grafica e al ”writing” o “aerosol art”. Qui nasce DRAW.  Al termine degli studi superiori, si affina in campo professionale e partecipa a manifestazioni italiane ed estere di writing. Ha lavorato in Italia e all’estero, con firme come il francese Mode2 e lo statunitense Phase2, per progetti finanziati o indipendenti. Da sempre vicino al mondo dei tatuaggi, si appassiona a questa forma d’arte indelebile. La sua attività artistica diventa così una fusione di diverse tecniche, creando un mix tra grafica, disegno e tatuaggi. Le sue varie opere sono apparse su riviste e libri di settore.

Jasmine Smith

Dall’età di 8 anni studia gli stili Urban e le danze accademiche, caraibiche e latine. Campionessa italiana di Street Show con la compagnia Jam Session Crew, lavora come ballerina professionista in eventi con artisti di fama internazionale.

Filippo Tonini

Inizia a ballare e recitare all’età di 8 anni . Si esprime al meglio delle sue possibilità attraverso la danza hiphop. Prende parte a competizioni nazionali ed internazionali, compare in videoclip e programmi televisivi. Finalista di Italia’s Got Talent nel 2016, finalista della prima edizione del Redbull Dance Your Style Italy nel 2018. Ha inoltre rappresentato l’Italia contro diverse nazioni a Zurigo al The Dance nel 2018.

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DOMANDE

Bologna era una comunità unita tra gli artisti o come a New York c’erano delle divisioni? C’erano delle urgenze per cui maturavano delle differenze ideologiche per cui si arrivava anche a degli scontri di guerriglia urbani?

Se con le arti figurative, come potrebbe essere un writing, la comprensione del messaggio di denuncia è più immediato, come si fa a fare critica sociale tramite una battle?

Siete riusciti a fare del vostro lavoro una passione (o viceversa), ma per percorrere questa strada avete mai incontrato resistenze, in particolare nell’ambito famigliare?

Domanda per Draw
Cosa si prova a fare il writer per esprimere la propria arte e allo stesso fare il tatuatore, lavoro nel quale è difficile esprimere il proprio “io” e in cui è necessario esprimere prima di tutto l’”io” del cliente? E’ possibile o si finisce per reprimere la propria vena artistica limitandosi alla semplice trasposizione di un disegno dalla carta alla pelle?